Effetti del Reishi a livello CardioVascolare. Quali sono?

Effetti del Reishi a livello CardioVascolare

Tra gli effetti del Reishi a livello cardiovascolare vi è un’importante attività di normalizzazione. Il Ganoderma inibisce l’aggregazione piastrinica (attività antitrombotica) grazie alla presenza di derivati dell’adenina e della guanosina.

Uno degli effetti del Reishi a livello cardiovascolare è la sua azione sul citoscheletro dei globuli rossi. Li rende più “mobili” all’interno dei vasi sanguingi e dei capillari, riducendo in questo modo il rischio di trombi e infarti.

Il Ganoderma Lucidum, altro nome con il quale si identifica il Reishi, normalizza la pressione sanguigna e i parametri che stabiliscono i rischi cardiovascolari (colesterolo, trigliceridi, ecc..). L’azione anti-ipertensiva del Ganoderma è esercitata dai triterpeni quali acido ganoderico B, D, F, H, K, S,Y e il ganoderolo B. Altri triterpeni, quali l’acido ganoderico M e F e l’acido ganodermico B,T e O svolgono un’azione ipocolesterolemica.

La pressione sanguigna viene regolarizzata con vari meccanismi sia diretti che indiretti (In quest’articolo puoi leggere l’azione del Ganoderma sulla pressione sanguigna – CLICCA QUI). Tra i meccanismi diretti vi è quello legato alla presenza in dosi importanti di Germanio Organico nel Reishi. Il nostro sistema nervoso è il responsabile dell’ossigenazione del nostro corpo. In condizioni di carenza di ossigeno nei nostri organi vitali, il sistema nervoso fa aumentare il battito cardiaco e procede con una costrizione dei vasi per limitare il flusso sanguigno nelle zone meno importanti e coinvogliarlo verso gli organi vitali. Il Reishi, grazie al Germanio Organico apporta ossigeno e permette al sistema nervoso di rallentare il ritmo cardiaco, dilatare i vasi periferici e ridurre così la pressione diastolica.

Un altro meccanismo diretto attivato dal Ganoderma agisce attraverso i reni. I reni contribuiscono a regolare il flusso del sangue e la pressione sanguigna. Quando il flusso sanguigno diminuisce, i reni producono una sostanza sulla quale agisce un enzima chiamato ACE e si genera un potente vasocostrittore che provoca aumento della pressione sanguigna. Alcuni triterpeni del Reishi riescono ad inibire l’enzima ACE e a ridurre il rischio di rialzo pressorio.

Per quanto riguarda i meccanismi indiretti del Reishi sulla regolazione della pressione sanguigna, dobbiamo citare l’azione di riduzione dei livelli del colesterolo e di infiammazione, prevenendo la formazione di aterosclerosi. I triterpeni come l’acido ganoderico M ed F e l’acido ganodermico B, T, ed O riducono i livelli di colesterolo, mentre altri acidi ganoderici riducono i livelli di LDL e trigliceridi. (Puoi leggere l’articolo sugli effetti del Ganoderma sul Colesterolo – CLICCA QUI)

Dal Ganoderma Lucidum sono stati isolati 26 ossigenosteroli che hanno una forte azione ipocolesterolemizzante senza alcun effetto collaterale di altro tipo. Un recente studio del 2005 su soggetti volontari sani ha concluso che l’assunzione di 1-2 grammi al giorno non induce alterazioni della coagulazione. In una situazione di normalità il Reishi non altera la coagulazione, ma può ridurre il rischio coagulativo in soggetti con predisposizione patologica. Funziona quindi come adattogeno.

Questi sono i principali effetti del Reishi a livello CardioVascolare. Il Ganoderma può essere assunto sia tramite Bevande (CLICCA QUI) che tramite Capsule o Polvere (CLICCA QUI).

Se vuoi avere maggiori informazioni sulle dosi consigliate puoi leggere quest’articolo (CLICCA QUI).

Se vuoi fare qualche domanda o commento in merito agli effetti del Reishi a livello CardioVascolare puoi usare l’area apposita qui sotto.

Lorenzo Gnesutta

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *